Google Books si concentra sui libri anglosassoni
16/11/2009 07:00 CET
Se il tribunale approverà, Google gestirà con le nuove regole solo i volumi tutelati dal copyright statunitense, canadese, britannico ed australiano, vista la comune legislazione che li regola. I libri tutelati altrove non saranno mostrati da Google fino ad un futuro accordo con gli editori ed autori locali.
I testi che Google Books potrà visualizzare online saranno retribuiti, con il 63% del prezzo ai detentori dei diritti e con la gran parte del restante 37% ai rivenditori online ai quali Google metterà a disposizione senza limiti le scansioni. Nelle librerie pubbliche ed università si potranno consultare liberamente tutti i libri non più disponibili sul mercato.
Una tecnologia di Google farà il possibile per trovare i detentori dei diritti, che dovranno essere pagati. Questi potranno anche scegliere di trasformare le licenze in Creative Commons per un uso gratuito.
Il sistema avviato da Google nel 2005 funziona già da mesi anche su iPhone/iPod touch.
Attendendo un accordo di Google anche con gli autori ed editori del resto del mondo, la Commissione Europea ha già fatto sapere che la digitalizzazione è importante e che dovrà proseguire, pur rispettando i diritti delle parti coinvolte.
Open Book Alliance, indifferente alle modifiche, reitera l’accusa di monopolio a Google.